La Bottega delle Fiabe

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La Bottega delle Fiabe
Un modo nuovo di leggere una favola ai nostri bambini. Questa la proposta di Silvia Arborini, autrice del volume La Bottega delle Fiabe. Riflettere sui valori, partendo da una storia fantastica, significa ragionare con i piccoli sulla loro giornata, su concetti quale “il giusto” e “lo sbagliato”, o “il bene” e “il male”, intuire il legame esistente tra “azione e reazione”. Si educa a vivere se stessi in relazione con gli altri, ad agire le proprie scelte in funzione di ciò in cui si crede accettandone le conseguenze e imparando a gestire un sereno equilibrio tra i propri bisogni e quelli altrui facilitando, in questo modo, la socializzazione.
 
L’intento di questo libro, dichiarato sin dalle prime pagine, è quello di proporre delle fiabe con la morale che «assumano una funzione pedagogica utile ad avvicinare i bambini ai valori culturali di riferimento su cui poi lavorare e confrontarsi, senza mai porsi con modalità prescrittive o rigide. Nel libro di Silvia Arborini, La bottega delle fiabe. La narrazione come metodo per educare ai valori (edizioni la meridiana, collana partenze, pp. 64, Euro 13,00) la fiaba viene proposta come uno strumento di conoscenza, utile per  sperimentare e per acquisire i valori che sottendono all’agire individuale.
 

La Bottega delle Fiabe

 
Nella mentalità comune, però, questa caratteristica è propria della favola, che è un racconto fantastico che sa arricchire e divertire, farcito di descrizioni di eroi, principi azzurri, principesse, streghe cattive e delle loro gesta. Il suo fine, quindi, è prettamente ludico.
L’autrice, invece, dimostra attraverso le pagine di questo libro che anche la fiaba può avere una morale e che, attraverso opportuni strumenti pedagogici, i bambini possono essere educati a cogliere il sistema di valori nascosti dietro la trama del racconto, dietro le gesta dei personaggi e, successivamente, sviluppare un proprio pensiero partendo dalla distinzione di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, ciò che è bene e ciò che invece è male.
I racconti e le successive attività proposte nelle schede de La bottega delle fiabe si rivolgono principalmente a genitori, nonni, insegnanti, educatori, a chi in vario modo cura la relazione con i bambini e vuole utilizzare la lettura della fiaba come modalità per sviluppare la capacità di ascolto e facilitare l’apprendimento del linguaggio, capacità molto forte soprattutto nei bambini al di sotto dei tre anni.
Le dieci fiabe sono presentate con relativa “scheda attività” nella quale i giochi sono suddivisi secondo tre fasce d’età (3-5 anni, dai 6 anni o 3-8 anni); alcune sono attivabili più facilmente con un singolo bambino, altre con gruppi. L’importante, come spiega Silvia Arborini, è «curare la modalità con cui si racconta una fiaba poiché il “potere della storia” può svanire se l’adulto che narra non pone attenzione ad alcuni particolari aspetti» quali il luogo, il tempo, il momento giusto che facilita la disponibilità all’ascolto, il “rituale della lettura”, il tono, i gesti e la mimica, lo spazio per le emozioni e la riflessione sui contenuti emersi. È fondamentale, infatti, offrire ai bambini uno spazio di discussione con l’adulto sui temi e sulle emozioni suscitate dalla lettura della fiaba, senza imporre norme rigide, piuttosto evitando il giudizio e favorendo nei più piccoli una elaborazione critica della storia, per comprenderne il senso e l’utilità rispetto alla propria esperienza di vita.
 

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fiabe - lettura - leggere - racconti


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