ADHD: il gap italiano rispetto ad altri Paesi europei e le ripercussioni nell’adulto

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ADHD: il gap italiano rispetto ad altri Paesi europei e le ripercussioni nell’adulto
In Italia l’ADHD è un distrurbo sotto-diagnosticato: su una prevalenza stimata di circa 300.000 bambini ADHD solo l’1,3% (4.442) riceve una diagnosi mentre in Francia, dove la prevalenza stimata è di 473.408 si arriva alla diagnosi nel 17% dei casi (80.479) e in Spagna ad una prevalenza stimata del 5% corrisponde una diagnosi fatta nel 59% dei casi.
 
Un ADHD trascurato nell’infanzia può portare, nell’adolescenza e nell’età adulta, a complicanze quali tossicodipendenza e alcolismo, a esordi di disturbo bipolare, grave disadattamento sociale e relazionale e questo è un fattore di rischio ancora oggi sottovalutato nel nostro Paese. Una precoce diagnosi e un’adeguata terapia sono fondamentali per creare un futuro sereno per i bambini con ADHD affinché non diventino persone adulte con gravi patologie psichiatriche.
 

ADHD: il gap italiano rispetto ad altri Paesi europei e le ripercussioni nell’adulto

 
Ancora troppi bambini crescono senza ricevere il diritto alla diagnosi e ad un aiuto terapeutico concreto.
 
Grazie ai grandi progressi realizzati dalla ricerca scientifica nell’ambito delle neuroscienze sappiamo che l’ADHD (Attention-Deficit Hyperactivity Disorder / Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività) è un disturbo neurobiologico. L’origine neurobiologica dell’ADHD è ulteriormente confermata da uno Studio dell’Università di Cardiff1, recentemente pubblicato sull’autorevole rivista scientifica Lancet. Secondo l’équipe di ricercatori britannici, infatti, l’ADHD ha origine genetica ed è riconducibile a differenze riscontrabili nel cervello dei bambini affetti da ADHD2.
 

ADHD: il gap italiano rispetto ad altri Paesi europei e le ripercussioni nell’adulto

 
L’ADHD” - dichiara il Dr. Gabriele Masi, Responsabile Unità Operativa Complessa di Psichiatria e
psicofarmacologia dell’età evolutiva IRCCS Stella Maris, Calambrone (Pisa) - “è un disturbo dell’età evolutiva che esordisce in età prescolare ed è caratterizzato da incapacità a fissare l’attenzione, impulsività e da un livello di attività motoria molto accentuato. E’ importante però differenziare l’ADHD dalla normale vivacità, che è tipica dei bambini nella fascia di età prescolare e nei primi anni di scuola elementare: i bambini realmente affetti da ADHD sono solo una parte minoritaria dei cosiddetti bambini iperattivi”.
 
In Italia” - commenta Masi - “l’ADHD è un disturbo sotto-diagnosticato. Non soltanto perché la diagnosi è complessa e richiede un percorso articolato che si basa sull’acquisizione di informazioni globali che riguardano il bambino, la scuola e la famiglia ma anche perché esistono problemi di risorse, di strutture e di connessioni tra gli specialisti coinvolti nell’iter diagnostico. Esiste anche un importante problema culturale che impedisce ai clinici di collocare correttamente l’ADHD all’interno dei disturbi emotivi e comportamentali dell’età evolutiva”.
 
La situazione è diversa in altri Paese europei. Una ricerca recentemente condotta da Shire PLC permette di confrontare le stime relative a prevalenza e diagnosi di ADHD nei vari Paesi europei.
In Francia, a fronte di una stima di prevalenza del 4%, si arriva alla diagnosi nel 17% dei casi. In
Spagna ad una prevalenza stimata del 5% corrisponde una diagnosi fatta nel 59% dei casi.
 

ADHD: il gap italiano rispetto ad altri Paesi europei e le ripercussioni nell’adulto

 
Completata la diagnosi” - dichiara il Prof. Alessandro Zuddas, Dipartimento di Neuroscienze
dell’Università di Cagliari - “il primo intervento consiste nel comunicare e spiegare alla famiglia cosa
significa avere l’ADHD. E’ necessario comunicare anche con gli insegnanti per aiutarli a comprendere le difficoltà e i punti di forza, che spesso non sono pochi, del bambino ADHD. L’approccio terapeutico, che è sempre preceduto da una dettagliata valutazione clinica, deve essere accuratamente personalizzato: prevede una terapia multimodale e cioè una combinazione di interventi medici, educativi, comportamentali e psicologici sul bambino e sui genitori (Parent Training), a cui può essere associata, nelle forme più importanti, una terapia farmacologica”.
 
La stessa ricerca condotta da Shire permette anche di confrontare i diversi approcci terapeutici, in
particolare terapia multimodale e psicoterapia, nei vari Paesi d’Europa.
In Francia, su 80.479 bambini diagnosticati ADHD il 27% riceve una terapia multimodale e l’8% la psicoterapia. In Spagna, su 182.471 bambini diagnosticati ADHD il 54% è sottoposto a terapia multimodale e il 5% a psicoterapia. In UK: 209.135 bambini diagnosticati ADHD di cui il 31% segue una terapia multimodale e il 3% la psicoterapia.
 
In Italia” commenta Zuddas - “ l’approccio terapeutico è molto spostato sui soli interventi  psicoeducativi. Tra una posizione di abuso, che peraltro non riguarda il nostro Paese, e il non-uso del farmaco, ritengo sia da preferire un uso razionale del farmaco, nell’ambito della terapia multimodale, quando strettamente necessario”.
 
L’ADHD è anche emarginazione, dolore, scarse relazioni sociali, abbandono scolastico. Significa avere minori possibilità di studiare, di lavorare e di costruirsi, da adulti, una vita normale.
“I bambini ADHD” - dichiara il Dr. Claudio Mencacci, Direttore del Dipartimento di Neuroscienze A.O.
Fatebenefratelli di Milano - “si comportano in modo più aggressivo dei loro coetanei e non riescono a
rispettare le regole di comportamento”. “Le loro sofferenze e l’emarginazione sociale che subiscono” - continua Mencacci - si riflettono inevitabilmente sulle famiglie che spesso si sgretolano a causa delle difficoltà di gestione e dei conflitti che si creano tra genitori. “Nonostante gli sforzi di tutti” - conclude Mencacci - “ancora troppi bambini crescono senza ricevere il diritto alla diagnosi e ad un aiuto terapeutico concreto. Una precoce diagnosi e un’adeguata terapia, infatti, sono fondamentali per creare un futuro sereno per i bambini con ADHD affinché non diventino persone adulte con gravi patologie psichiatriche. Un ADHD trascurato nell’infanzia può portare, nell’adolescenza e nell’età adulta, a complicanze quali tossicodipendenza e alcolismo, a esordi di disturbo bipolare, grave disadattamento sociale e relazionale e questo è un fattore di rischio ancora oggi sottovalutato nel nostro Paese.

Tag:

adhd - disturbo - attenzione - iperattività - lancet - ricerca


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