Le cure primarie in pediatria

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Le cure primarie in pediatria

Prende il via A NEW PEDIATRICS. NOW., il progetto di monitoraggio internazionale per la definizione di nuove raccomandazioni delle cure pediatriche primarie a livello globale

 A NEW PEDIATRICS. NOW. vuole innescare un confronto tra diversi sistemi di cure primarie in pediatria, stabilendo un nuovo modello che si adatti alla società in cambiamento e al nuovo concetto di famiglia che si è ormai profilato. Prevede un’analisi dei sistemi di cure pediatriche primarie attualmente in vigore nei diversi Paesi (tra i quali Israele, Italia, Spagna, Stati Uniti e Inghilterra) che si concluderà a maggio 2012. In base alle informazioni raccolte, gli specialisti saranno poi impegnati nella stesura delle nuove Raccomandazioni, che saranno presentate a Bruxelles nell’autunno 2012, al Commissario Europeo della Salute e dei Diritti del Consumatore, John Dalli e al Direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), Margaret Chan.
 
Oggi il pediatra affronta un contesto enormemente modificato rispetto al passato, – spiega il dottor Giuseppe Mele, presidente FIMP - perché il concetto stesso di famiglia è mutato, insieme a quello di società. I bambini di genitori divorziati sono sempre più numerosi e sono in sensibile aumento anche i figli di extracomunitari. Solamente in Italia la presenza di under 18 non italiani è quantificata in circa 500.000 unità. Sono sempre più numerose le adozioni e gli affidi internazionali, mentre stiamo verificando l’aumento sensibile di figli di coppie omosessuali. È insomma una nuova famiglia quella per la quale e nella quale ci troviamo ad operare. Noi pediatri, di questo, siamo consapevoli.”

Le cure primarie in pediatria

 
Tra gli obiettivi definiti dal progetto c’è, anzitutto, quello di garantire ovunque la presenza delle cure primarie in Pediatria, anche alla luce degli studi che ne dimostrano il rapporto costo/efficacia positivo.Fatto salvo che, i moderni ospedali pediatrici specializzati sono essenziali per il trattamento delle malattie pediatriche complesse, - spiega il dottor Yona Amitai, Presidente IAPA-Israeli Ambulatory Pediatric Association - gli studi hanno evidenziato un miglioramento degli indicatori di salute pediatrica e del rapporto costo/efficacia laddove c’è stato un miglioramento dell’assistenza pediatrica primaria, con una riduzione dell’accesso agli ospedali.”
 
Inoltre, i pediatri sostengono con fermezza il riferimento all’età pediatrica come riguardante l’età compresa tra 0 e 18 anni, in linea con quanto stabilito dalla Convenzione sui diritti del fanciullo, siglata a New York il 20 novembre 1989.
 
 
Durante il congresso si è parlato anche di gestione della spesa farmacologica in ambito di cure primarie, come specificato dal dottor Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale-SIMG e dal dottor Mele: “Pediatri e Medici di famiglia hanno l’obiettivo di sviluppare un modello nuovo di approccio farmacologico che consenta di stimare, nello specifico, l’effettivo risparmio in spesa farmaceutica derivante da un corretto utilizzo dei farmaci generici, secondo una logica di appropriatezza terapeutica e sanitaria, identificando tale risparmio sia nel breve termine, come minor costo farmaceutico, che nel medio-lungo termine.”
 
Anche in ambito pediatrico – spiega Giorgio Foresti, Amministratore delegato di Teva Italia, l’azienda farmaceutica che ha supportato il congresso - la sostenibilità del sistema passa attraverso un corretto utilizzo dei farmaci. A questo proposito, una risorsa importante sono i farmaci generici, ancora troppo poco conosciuti dai pediatri e, in generale, sottoutilizzati. Basti pensare che in Italia solo il 12% delle confezioni vendute è un generico, contro quote del 50-70% di altri Paesi europei come Germania e Inghilterra.”

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