Condizioni inaccettbili per i bambini migranti a Lampedusa

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 Condizioni inaccettbili per i bambini migranti a Lampedusa
Associazione Terre des Hommes, da oltre 50 anni in prima linea per proteggere i bambini di tutto il mondo dalla violenza, dall’abuso e dallo sfruttamento e per assicurare a ogni bambino scuola, educazione, cure mediche e cibo, intende denunciare al grande pubblico le inaccettabili condizioni in cui sono lasciati i minori migranti a Lampedusa e chiede che venga avviato al più presto un sistema di accoglienza e protezione dei minori più efficiente e rispettoso dei loro diritti, in conformità agli impegni presi in sede internazionale dallo Stato Italiano.
 
 
E’ inaccettabile che centinaia di minori siano costretti a rimanere rinchiusi in strutture - di fatto detentive - in totale violazione delle disposizione di legge che ne prevedono l’opportuna tutela”, dichiara Federica Giannotta, Responsabile Diritti dell’Infanzia di Terre des Hommes. “Questi minori rimangono in uno stato di abbandono umano per settimane, ignari del perché sono detenuti e di cosa li attende. Durante la loro permanenza sull’isola non sono segnalati alle autorità competenti e, quindi, non sono presi in carico da nessuno fino a quando non raggiungono le comunità di accoglienza, spesso mesi dopo”.
 
A questa situazione cerca di ovviare Terre des Hommes con il suo progetto FARO, che offre informativa giuridica ed assistenza legale ai minori migranti sbarcati sull’isola, aiutandoli ad orientarsi tra le procedure di accoglienza vigenti in Italia e a conoscere i diritti a loro riconosciuti nel nostro Paese. FARO non è finanziato con fondi governativi. Il servizio è assolutamente gratuito grazie a una donazione della Fondazione Vodafone Italia.
 
Anche dal punto di vista igienico-sanitario e assistenziale le condizioni delle centinaia di ragazzi che loro malgrado restano rinchiusi per settimane sull’isola sono deprecabili”, continua Giannotta. “Il disagio e il senso di frustrazione dei ragazzi viene amplificato da questa sorta di limbo nel quale sono costretti, che li porta all’esasperazione alla frustrazione ed alla depressione. E tutto questo sfocia non di rado in atti di autolesionismo volti ad attirare l’attenzione delle autorità. E’ indispensabile quindi rendere umane le condizione di accoglienza e porre fine a queste detenzioni inaccettabili”.
 
Nel corso delle prime cinque settimane di attività sull’isola più di 400 persone, per la maggior parte minorenni, sono stati incontrati con colloqui individuali, informati sui loro diritti e sulle procedure giuridiche italiane. A circa il 10% è stata data assistenza diretta per problemi legali specifici.  Tutti i migranti presenti nell’isola hanno ricevuto materiale informativo sui diritti e sulle procedure giuridiche.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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