I capricci all´asilo: come vanno gestiti

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I capricci all´asilo: come vanno gestiti

Foto in alto di Upsilon Andromedae rilasciata sotto licenza Creative Commons 

 

LA GESTIONE DEI CAPRICCI

 

Dall´osservatorio del "Pianeta dei Bambini", una rete di 24 asili in franchising, emerge la necessità da parte delle famiglie di ricavare momenti di paragone su temi educativi relativi alla gestione dei propri bambini . Sempre più spesso le famiglie si rivolgono allo Sportello Genitori per richiedere una consulenza con personale esperto.
 
 
LO SPORTELLO GENITORI
 
 
 
Un tempo le neo-mamme erano supportate nella gestione dei figli da una rete sociale composta dalle nonne, le zie o amiche in grado di fornire suggerimenti e consigli e spesso anche un’aiuto vero e proprio.
 
Oggi, invece, ormai frequentemente alla nascita di un figlio i neo-genitori si trovano ad affrontare il nuovo contesto in solitudine con tutta la complessità e le fatiche che ciò comporta. 
 
 
Il Pianeta dei Bambini, con i suoi 24 asili in franchising in tutta la Lombardia, ha individuato questa necessità e ha creato lo Sportello Genitori, un servizio dedicato alle famiglie dei bambini iscritti, che inlcude anche la presenza con frequenza mensile di una specialista esperta in tematiche dell’infanzia, alla quale porre domande o per confrontarsi. 
 
 

I capricci all´asilo: come vanno gestiti

Foto di images by stacy rilasciata sotto licenza Creative Commons 
 
 
 
UNA VISIONE ALTERNATIVA
 
 
 
Le richieste sono in continuo aumento: presso il punto di ascolto emergono le esigenze e le difficoltà delle famiglie, per cercare di valorizzare il ruolo dei genitori definendo insieme le modalità per fare fronte comune ed individuare le giuste risposte. Il problema maggiormente afforntato è dato dai capricci dei bambini: "I genitori chiedono spesso quando poter iniziare a definire delle regole, dichiara Federica Bottazzi, psicoterapista e psicologa specializzata in psicoterapia del sistema relazionale. Il capriccio è la manifestazione di un bisogno del piccolo, che deve essere gestito, accolto e indirizzato con pazienza e determinazione".
 
 
Evidentemente non c’è una ricetta efficace in tutti i casi, ma è necessario individuare la migliore soluzione caso per caso: "Il mio lavoro non è insegnare cosa devono fare i genitori, ma fornire loro suggerimenti per rivedere migliorando certi  aspetti critici della crescita. Certi problemi riscontrati riguardano solo alcune fasi di crescita, nei bambini sotto i 36 mesi si avvicendano molto velocemente e i genitori hanno difficoltà nel seguirle. Il mio compito è quello di individuare visioni differenti ad un medesimo problema, guardando le cose in modo diverso senza dare consigli, ma sostenendoli in una visione complessiva mediante anche solo l’ascolto». 
 

I capricci all´asilo: come vanno gestiti

 
 
LA CONCILIAZIONE DEI RUOLI
 
 
 
Ciò che emerge dal punto di osservazione dello Sportello Genitori, è una generale situazione di confusione nell’educazione dei propri figli: «Ciò che osservo non è  un’incapacità da parte dei genitori, ma piuttosto la difficoltà nel conciliare tutto: famiglia, casa, lavoro, dichiara Bottazzi.
Le mamme in particolar modo fanno fatica a far coesistere le diverse parti della loro esistenza. 
Una tempo la figura della donna coincideva con quella della madre, mentre oggi l’identità emerge nella modalità in cui è in grado di conciliare i diversi ruoli che le competono. Frequentemente si focalizza su uno di questi, tralasciando gli altri: è necessario invece arrivare alla piena convivenza di essi, con un arrichimento  generale della propria persona. È una strada che pure io, con i miei due gemelli, ho percorso personalmente». 
 
 
La novità vantaggiosa che si sta affermando negli ultimi tempi è la sempre più forte presenza del padre: «Oggi i partner diventati papà sono in grado di gestire anche gli aspetti più pratici ed esprimono il desiderio di riuscire a conciliare la famiglia e il lavoro – dichiara la psicoterapista -. La figura paterna rende più equilibrato il rapporto tra madre e figlio, diventando la prima persona “di passaggio” con cui si relazionano e conduce le diverse relazioni che potrà avere il bambino». 
 

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