Tata o non Tata, questo è il problema

Mamma al lavoro
Tata o non Tata, questo è il problema
Desperate Working-Moms, altro che le Desperate Housewives del famoso telefilm…
Dopo circa 5 mesi di coccole, pappe, pannolini, gite in passeggino e bagnetti, ecco arrivato il fatidico momento del rientro in ufficio.
 
Per alcune di noi è tragico, ovviamente. Accade che sul posto di lavoro ci sentiamo schiacciate dai sensi di colpa sia perché stiamo lasciando la nostra piccola creatura in mani estranee o sulle spalle dei nonni (santi subito!), sia perché abbiamo tralasciato il lavoro e dal giorno del rientro in poi bisognerà chiedere permessi, uscite… insomma, occorrerà contrattare per poter coniugare tutti gli aspetti della nostra nuova vita.
 

Tata o non Tata, questo è il problema

 
Navigando in rete abbiamo scoperto la neonata realtà www.timoteomilano.it , creata da una mamma, Francesca Scardina (nella foto), che si è trovata a Milano da sola, senza famiglia di appoggio (sì, c’era suo marito, ma non i nonni o amiche già mamme) e senza punti di riferimento, a dover gestire il rientro in ufficio dopo la nascita del primogenito.
 
L’ultimo capitolo della storia è presto detto, Francesca aspetta il secondo bambino ed è felice.
Quello che sta in mezzo tra la sua prima gravidanza e oggi è un mix di sentimenti, circostanze e iniziative tutte legate al problema: “a chi lascio il bambino?
Alcune delle candidate Baby Sitter erano tali solo perché temporaneamente senza impiego, quindi anche senza referenze e senza particolare voglia di immergersi in quel mondo così delicato. Una tata deve assolvere moltissimi compiti, quindi deve assolutamente essere sostenuta da validi motivi personali.
Il difficile, come molte lettrici sapranno, è proprio trovare persone fidate, per questo ci si affida spesso al passaparola…
 
Francesca, dopo aver speso energie e tempo nella ricerca della tata perfetta per lei e il piccolo, ha deciso di creare Timoteo (dal nome del topolino, unico fedele amico di Dumbo) e di offrire un servizio specializzato. Ai genitori interessati basterà contattarla, fissare un colloquio preliminare gratuito e poi sarà lei a cercare e preselezionare un ventaglio di candidate da proporre, sempre gratuitamente, ai due genitori. Dopodiché, se scatta il colpo di fulmine con una delle tate-puericultrici e baby sitter presentate, i costi del servizio varieranno a seconda del genere di appoggio (full-time, part-time ecc) di cui la famiglia ha bisogno.
 

Tata o non Tata, questo è il problema

 
Tutte le candidate sono referenziate, seguono il corso di disostruzione pediatrica e, nei casi in cui serve, affrontano anche quello per gestire bambini celiaci.
Sul sito, inoltre, si possono trovare tutte le ultime notizie legali e burocratiche riguardanti la pausa di maternità e un bel blog con le storie di ”mamme reloaded”, donne che si sono reinventate dopo la gravidanza.
In autunno, infine, partiranno incontri con esperti per aiutare mamma e papà a conciliare lavoro, casa, famiglia e vita di coppia… mica male come amico Timoteo, no?
 
a cura di Sofia Baricco

Tag:

tata - baby sitter - lavoro


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