Rimedi per dormire

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Rimedi per dormire

 

IL SONNO DEL BAMBINO

 

Il sonno è per tutti i bambini, come per gli adulti, un bisogno fisiologico, una necessità imprescindibile, e deve essere sempre e comunque favorito dall´adulto nel modo migliore. Questo è l´unico punto di vista teorico possibile da cui partire, senza cercare rimedi per dormire o altro: da questo primo semplice assioma scaturiscono una serie di considerazioni e consigli che aiuteranno la coppia, alle prese con il difficile sonno del bambino, a trovare stabilità e quiete nelle ore notturne. O così, almeno, ci auguriamo.


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METODI (S)CONSIGLIATI

 

I neonati hanno bisogno di dedicare molte ore al sonno: all´inizio ci si aggira attorno alle venti ore, all´anno si arriva a quindici, mentre tra i due ed i quattro anni le ore di sonno sono tra le dodici e le quattordici. Alcuni di voi che stanno leggendo staranno sgranando gli occhi davanti alla cifra "venti", pensando "eppure il mio bambino non dorme così tanto, anzi!". Per i genitori di bambini che sembrano non voler prendere sonno a lungo, si propongono ad oggi numerosissimi metodi, tra cui il fortunatissimo "Fate la nanna", scritto dal pediatra Estivill, e che in Italia specialmente, molte mamme si consigliano tra di loro. Il metodo Estivill, principe dei rimedi per dormire, parte dalla considerazione della ritualità della nanna del bambino e da lì muove le mosse per redigere un freddo programma di azione, in cui nessuno (e si sottolinea nessuno!) deve e può permettersi di sgarrare. Già dalle premesse (un metodo così schietto, quando ogni persona e quindi ogni bambino di per sè è differente), il libro non promette un granchè, ma se alcuni genitori continuano a leggerlo, regalarlo e consigliarselo, un motivo ci sarà. Analizziamo il metodo e traiamone delle conclusioni.

 

Estivill procede con la definizione di una routine da ripetere ogni sera (ad esempio bagnetto caldo, lettura di una storia, etc.), poi consiglia, anzi, ordina, di mettere il bambino nel lettino e lasciare la stanza. Già, lasciare la stanza.

 

Il bambino inizierà presto e prevedibilmente a piangere e qui iniziano le regole ferree del metodo Estivill: il bambino dovrà essere lasciato solo a piangere per intervalli definiti e rigorosi, da principio brevi, poi più lunghi. E´ vietato prendere in braccio il bambino, che dovrà essere consolato solo ed esclusivamente dentro al suo lettino. Dopo un certo periodo, divenendo le pause e gli intervalli sempre più lunghi, il bambino capirà che è inutile piangere e si addormenterà. Il bambino si addormenterà, vero. Tutti i genitori che hanno provato il metodo Estivill lo hanno definito miracoloso. Il problema è uno solo: il bambino si addormenterà perchè è sicuro che nessuno andrà a consolarlo. Che è una prospettiva terrificante. Lo stesso Estivill, dopo aver venduto una marea di copie ed aver convinto una marea di genitori alle prese con i problemi di sonno dei propri figli, ha fatto marcia indietro, definendo il suo metodo valido solo ed esclusivamente per i bambini che abbiano più di tre anni di età, e, quindi, un orologio biologico maturo.


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OROLOGIO BIOLOGICO E CICLI DEL SONNO

 

Nel cervello dei bambini c´è un gruppo di cellule che costituisce una sorta di orologio biologico, che indica di stare svegli di giorno e di dormire di notte. Alla nascita questa struttura è ovviamente immatura, e ne consegue che i bambini dormano a tratti, e che soprattutto, sia impensabile una dormita di una notte intera prima dei sei mesi!

 

Gli studi recenti sulla qualità del sonno nei bambini suggeriscono come siano in realtà i comportamenti dei genitori a garantire al neonato o meno la capacità di autogestione del sonno notturno. In primis, il primo vero rimedio per dormire, anche secondo le linee guida per la prevenzione delle morti in culla, è il room-sharing, ovvero la condivisione della stessa stanza. All´interno della stessa stanza si può decidere se dormire tutti nello stesso letto (cosleeping) o se far dormire il bambino nel suo lettino.

 

Il cosleeping aiuta certamente il bambino a dormire il più a lungo possibile. Il ciclo del sonno del bambino è di circa trenta minuti, alla fine del quale ha bisogno di una rassicurazione, o di cibarsi, per riuscire a recuperare il sonno, ed iniziarne un nuovo ciclo. Il cosleeping permette al bambino di trovare già vicino a sè la fonte di rassicurazione preferita (il seno della madre), e quindi di riprendere il sonno velocemente. Il cosleeping è consigliabile se avete optato per l´allattamento a richiesta.

 

Se tuttavia preferite addormentare il bambino nel lettino (nella stessa vostra stanza), dovrete semplicemente prepararvi a prenderlo in braccio o rassicurarlo ogni volta che si sveglia, ma ricordatevi che non sempre un vagito significa che il bambino si è veramente svegliato e molto spesso è necessario dare il tempo al bambino di farci capire cosa effettivamente vuole. Altra cosa da ricordare è che il bambino, una volta giunto al traguardo dei sei mesi non ha più bisogno di mangiare ogni volta che si sveglia.

Le tisane e i "rimedi naturali" sono sconsigliabili prima dei due anni di età. I veri rimedi sono la pazienza, e la più sana voglia di prendersi cura del bambino, che altro non è che un cucciolo, con le stesse esigenze di tutti i cuccioli in natura.

 

 


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