I giochi dei bambini è il primo modo con cui si relaziona al mondo esterno e conosce ciò che lo circonda acquisendo così percezione di sé e degli altri e imparando a risolvere i primi problemi.

Molto spesso su queste pagine ci troviamo a parlare di giochi e di tutto ciò che fa stare bene i nostri bambini. Proporre delle attività didattiche educative è sicuramente importante per un sano sviluppo fisico e psicologico del bambino. Il gioco è infatti il primo modo con cui il bambino si relaziona al mondo esterno e conosce ciò che lo circonda acquisendo così percezione di sé e degli altri e imparando a risolvere i primi problemi.

Esistono tantissimi giochi diversi per età, realizzabili con alcuni strumenti o anche senza nulla, da soli o in compagnia. Quello che non deve mai mancare sono la fantasia e la creatività. Forse non tutti sanno che i giochi hanno delle radici culturali profonde e possono cambiare da paese a paese. Sapevate ad esempio che in Zambia si gioca a “il serpente”? In pratica due gruppi di bambini formano due serpenti tenendosi per la vita e strisciano fino a raggiungere la “gazzella” ovvero un bambino posto al centro del campo di gioco. In Bolivia si gioca invece al “ratoncito”, ovvero un giocatore all’interno di un cerchio fatto da altri bambini, svolge il ruolo del topo, mentre un suo compagno, all’esterno, svolge quello del gatto. Il gatto dovrà tentare di prendere il topo mentre gli altri giocatori alzano e abbassano le braccia cantando una filastrocca.
Come questi esistono molti altri giochi caratteristici per ogni paese e alcuni esempi interessanti li ha raccolti Actionaid in questa infografica dedicata al diritto all’infanzia. Perché parlare dei giochi? Perché il gioco è sicuramente un aspetto che accomuna tutti i bambini del mondo, ma evidenzia anche alcune differenze. Non tutti i bambini infatti hanno la fortuna di poter giocare in spazi sicuri e avere a disposizione i propri giocattoli preferiti. Molti bambini nel mondo vedono il proprio diritto al gioco negato a causa di malattie, fame e altre difficoltà che impediscono loro di avere un’infanzia felice.

In Myanmar ad esempio, il tasso dei bambini sottopeso è del 22,6%; in Etiopia invece il tasso di mortalità sotto i 5 anni è di 64 decessi ogni mille nati vivi; in Guatemala invece il 50% dei bambini soffre di malnutrizione cronica. Questi e altri dati riportati nell’infografica ci danno uno spaccato di una situazione molto difficile. Ma non è una situazione definitiva perché fare qualcosa è possibile. Sostenendo le iniziative di adozione a distanza nel mondo di Actionaid, si può con meno di un euro al giorno, contribuire al miglioramento delle condizioni di vita di questi bambini e delle loro comunità. Un piccolo gesto per dare loro il diritto all’istruzione, cibo, accesso a cure mediche e a fonti di acqua potabile.