L’aumento del colesterolo durante la gravidanza è normale, anzi tale aumento è da considerarsi essenziale sia per la salute della mamma che del bambino. Quindi non sempre questo termine viene usato con un’accezione negativa. Bisogna, però, saper distinguere quando il colesterolo da utile può diventare dannoso per la nostra salute.

Ma come fare per abbassare il colesterolo quanto diventa troppo alto?

Differenze tra colesterolo buono e cattivo

Il colesterolo svolge delle funzioni biologiche diverse e tutte molto importanti nel nostro organismo. Tuttavia, l’eccesso di colesterolo nel sangue può provocare dei seri danni, fino a causare dei problemi di salute.

Nei paesi più industrializzati, una cattiva alimentazione, uno stato di obesità, la sedentarietà, unitamente ad una predisposizione genetica comportano un aumento anomalo del colesterolo nel sangue.

Spesso si sente parlare di “colesterolo buono” e “colesterolo cattivo”, il che potrebbe far presumere l’esistenza di diversi tipi di colesterolo. In realtà quello che è diverso non è la sostanza, piuttosto il modo in cui essa viene trasportata all’interno dell’organismo.

Per colesterolo buono e colesterolo cattivo si intende, più comunemente, i nomi con cui vengono indicate rispettivamente le lipoproteine HDL e le lipoproteine LDL.

Colesterolo cattivo alto: i rischi

Generalmente, il colesterolo alto viene definito asintomatico, ovvero non porta con sé nessun sintomo specifico, per cui la sua individuazione risulta più difficile. Per individuarlo, quindi, è bene sottoporsi periodicamente a degli esami del sangue, attraverso i quali si può avere prendere coscienza del problema e porre dei rimedi con una dieta e una terapia adatta.

Livelli troppo elevati sono degli indicatori da non sottovalutare, perché, protratti nel tempo si corre il rischio di provocare malattie cardiovascolari.

Come abbassare il livello di colesterolo cattivo

Uno stile di vita sano e una dieta ben mirata sono i presupposti necessari per tenere i valori del colesterolo sotto controllo. Inoltre, si può far ricorso all’utilizzo di alcuni rimedi naturali, che abbiano un’azione ipocolesterolemizzante. I nostri primi alleati contro il colesterolo cattivo possono sicuramente essere delle sostanze naturali, da sfruttare per lo più sotto forma di integratori specifici:

Riso rosso fermentato

Il riso rosso per colesterolo fermentato è fonte della monacolina k, una specifica sostanza che, se assunta seguendo le dosi consigliate, riesce a riportare e a mantenere nella norma i livelli di colesterolo nel sangue. Per assumere una quantità sufficiente, che si aggira intorno ai 10 mg, è possibile ricorrere a specifici integratori, i quali vengono studiati per donare benessere al fegato.

Semi di lino

Le proprietà benefiche dei semi di lino sono state da tempo riconosciute efficaci, da medici e specialisti, nella lotta al colesterolo. L’alta concentrazione di acidi grassi permette al metabolismo una migliore assimilazione dei lipidi (colesterolo e trigliceridi).

Fitosteroli

I fitosteroli, comunemente chiamati anche steroli vegetali, altro non sono che delle sostanze naturali aventi una struttura chimica molto simile a quella del colesterolo. Possiamo comunemente trovarli negli alimenti di origine vegetale, specialmente se ricchi di grassi, mentre risultano del tutto assenti negli alimenti di origine animale.

Un’assunzione adeguata di steroli vegetali può contribuire a controllare i livelli di colesterolo, poiché in grado di ridurre l’assorbimento intestinale del colesterolo.

Omega-3

Gli omega-3 sono dei grassi polinsaturi che appartengono alla categoria dei grassi buoni. Possono essere presenti negli alimenti di origine vegetale come la frutta secca, i semi di lino, i cereali o legumi, ma la fonte principale rimane il pesce.

Le molecole più attive che ci possono aiutare a mantenere corretti i livelli di trigliceridi nel sangue sono il DHA e il EPA.

Semi di chia

Tra i molteplici alimenti in grado di aiutarci contro il colesterolo cattivo ci sono i semi di chia, semi bruni originari dell’America centro meridionale. Questa pianta è in grado di produrre dei piccoli semi bruni dalle importanti proprietà nutrienti come le fibre, la vitamina C, il calcio, il potassio e altri minerali. Un consumo frequente e quotidiano di semi di chia riesce a mantenere nella norma i livelli di colesterolo nel sangue, grazie alla presenza di acido α-linolenico.

4 regole per una dieta anti-colesterolo

Una volta individuati gli integratori che possono aiutare nella lotta contro il colesterolo, è bene associarli ad una dieta alimentare che possa contribuire a raggiungere l’obiettivo. Ecco 4 regole fondamentali da tenere bene a mente:

1. Ridurre i cibi di origine animale

Il primo passo è cercare di ridurre il consumo di cibi di origine animale, preferendo il più possibile degli alimenti di origine vegetale. L’eccessivo consumo di insaccati, formaggi e uova, i quali contengono un’elevata quantità di grassi possono influire negativamente sui livelli di colesterolo nel sangue.

2. Aumentare l’apporto di fibre e antiossidanti

Nella scelta di un piano alimentare è buona regola orientarsi sui cibi che presentano una buona quantità di fibre e sostanze antiossidanti, come frutta, verdura e legumi. Le fibre, contenute in questi cibi, aiutano a mantenere adeguati i livelli di colesterolo, limitando l’assorbimento di grasso a livello intestinale.

3. Preferire i grassi polinsaturi

Bisogna orientare la dieta verso il consumo di cibi ricchi di grassi polinsaturi, tra questi l’omega-3 e l’omega-6, prediligendo il pesce azzurro, l’olio extravergine di oliva, le varie tipologie di semi e la frutta secca. Questi alimenti, infatti, sono da considerarsi degli alleati perché riescono a ridurre la produzione di colesterolo da parte del fegato.

4. Limitare i cibi preconfezionati

L’ultima raccomandazione è limitare quanto più possibile i cibi preconfezionati, in particolar modo i prodotti confezionati da forno, che spesso possono contenere oli vegetali saturi e altri ingredienti di bassa qualità.

L’importanza degli integratori

Per combattere il colesterolo alto è fondamentale correggere le abitudini alimentari sbagliate, praticare una costante e regolare attività fisica, cercare di eliminare eliminare o ridurre il vizio del fumo e assumere degli integratori naturali. Ecco perché:

  • alta concentrazione di principi attivi: il più delle volte la cottura degli alimenti riduce e trasforma la quantità di principi attivi in essi contenuti, di conseguenza diventa più complesso assumere giornalmente la quantità di principi attivi che l’organismo richiede. Gli integratori consentono l’assunzione del corretto dosaggio;
  • possibilità di assunzione fuori casa: i pasti fuori casi diventano spesso un problema all’interno di un regime alimentare controllato. Pur privilegiando un menù sano, non sempre è possibile controllare o conoscere nel dettaglio gli ingredienti che compongono il nostro piatto, nè tantomeno i principi attivi che contiene. Per questo degli integratori possono venire in nostro soccorso e risolvere il problema;
  • riduzione delle dosi: i principi attivi contenuti nei cibi che si vanno a consumare non risultano sufficienti per soddisfare il fabbisogno giornaliero necessario. Il ricorso ad un integratore naturale, sempre in un contesto di alimentazione sana ed equilibrata, riesce a garantire le giuste dosi delle sostanze necessarie